bio
Vive e lavora a Milano dove compie il proprio percorso di studi presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Successivamente soggiorna in Inghilterra dove si appassiona alla botanica, esperienza che ha fortemente influenzato la sua poetica.
Nel tempo, oltre che con la scultura e l’installazione, inizia a lavorare con il video, realizzando una serie di opere multimediali, anche in contesti differenti dai luoghi canonici dell’arte figurativa, quale, ad esempio, il teatro musicale.
Born in Milan (Italy), where she lives and works, she gained her degree from the Brera Academy of Fine Arts.
Subsequently she spent some time in England, where she developed a passion for botany, an experience that profoundly influenced her art.
Over time her work has become increasingly complex and diverse, incorporating video as well as sculpture and installation, and exploring unorthodox art contexts such as musical theatre.
writings about works
Nel suo “mondo ancora avvolto da nodi segreti”, Antonella Bersani mette in scena uno spazio candido.
Pavimento, pareti e oggetti, nella sua installazione, paiono levitare in un biancore opaco che annulla anche la dimensione temporale.
L’ambiente è delineato da sottilissime tracce di verde: disegni vegetali sembrano correre come ramificazioni rampicanti sulla parete di fondo, dove è appeso un polittico che si apre e si scopre come gli antichi altari a portelle.
Il verde richiama “un’attesa instabile, inquieta, presagio di turbamento”: sono parole dell’artista. Le suggestioni della natura sono come i movimenti delle acque lungamente osservati e fatti propri, o come I’ondeggiare di piante marine che galleggiano nella memoria.
Il verde corre lungo i profili di un paralume che germoglia in fogliami ricamati all’uncinetto.
La sedia, bianchissima e miracolosamente in bilico su una gamba sola sembra essere abbracciata da foglie che la sostengono come ali.
Tutto è un fluire poetico e sensuale, femminile come lo è il gesto laborioso e meccanico del ricamare: ricami di ricordi legati agli oggetti del vissuto, un mondo trattenuto nella memoria da impercettibili nodi segreti. (Daniela Ferrari)
Ramificazioni che s’addensano su oggetti dalla quotidianità perduta, rintracciabile solo nella memoria degli stupori infantili, della fiaba che si dipana e scivola nel sogno.
Il femmineo lavorìo rituale adegua gli oggetti, ne raccoglie gli affetti, ne disvela le funzioni, si pone al centro; ed il frutto che ne deriva è non solo denominatore comune del lavoro ma anche cifra simbolica di un flusso generativo perenne. (Matteo Pennese)
Le pratiche di lavoro con il pannolenci e quelle attraverso il mezzo informatico, non hanno, in prima battuta, alcuna differenza apparente.
Entrambe sono da me vissute come due diverse declinazioni del ricamo, pratica, quest'ultima, che racchiude in sé una gestualità antica, che impone un ritmo lento al flusso del tempo ed è matrice degli arabeschi.
L'attività artigianale del ricamo mi ha poi attivato la sensibilità verso alcuni oggetti che nella mia fantasia e memoria appartengono al contesto in cui una donna è dedita al ricamo stesso (elemento di non secondaria importanza per me il fatto che sia un'attività specificatamente femminile).
La casetta nasce appunto da questa serie di suggestioni, eventuale punto finale di un certo tipo di pratica scultorea che ho posto in essere.
Ed eventuale punto di partenza sono invece le stampe lambda; da un lato la scoperta di attuare il ricamo attraverso programmi informatici, dall'altro la trasformazione di oggetti impregnati di memorie e quotidianità in superfici lisce, bidimensionali che individuano alcuni piccoli particolari delle sculture medesime e li proiettano in un vortice di, false simmetrie.
Per ultimo non posso far a meno di sottolineare che sia nella casetta che nelle stampe sono presenti gli elementi che sono alla base di questa mia fase lavorativa (ciò che io chiamo “corpi/vulve”), ovvero sculture che ambiscono a individuare forme organiche nel loro divenire, ponendone in evidenza sia il lato dinamico dello sforzo e della tensione, sia quello del germogliare e della proliferazione che diviene nella mia fantasia uno dei possibili lucidi sviluppi della natura femminile. (Antonella Bersani)